Si chiama Knox Frost, ed è l’influencer virtuale che l’Oms ha scelto per comunicare con la generazione più giovane durante l’emergenza sanitaria

Una collaborazione oseremmo dire bizzarra, eppure ben studiata: l’Oms ha ingaggiato il 20enne Knox Frost e influencer virtuale per raccogliere donazioni e sensibilizzare maggiormente gli utenti di Instagram più giovani. Anche se oggi siamo abituati a vedere campagne di sensibilizzazione fatte in collaborazione con i più famosi personaggi del web, è anche vero che dobbiamo abituarci ad un’altra tendenza che spopola nei nostri feed: le collaborazioni con gli influencer virtuali. Proprio questa è la particolarità che contraddistingue Frost: non esiste nel mondo reale. Strano a dirsi, considerato il suo milione di follower. Uno sguardo poco attento potrebbe anche scambiarlo per una persona esistente, tanto le sue pubblicazioni rientrano perfettamente nel format degli influencer reali. Caption d’effetto, foto con amici, contenuti originali e centinaia di commenti sotto i suoi post. Da aprile, poi, la collaborazione proprio con l’Oms, per diffondere al meglio notizie e buone pratiche da rispettare durante il periodo di emergenza sanitaria da Covid-19. Insomma, la carriera del nostro Knox sembra ormai lanciatissima.

Chi è Knox Frost

L’identikit del ragazzo è particolarmente ben studiato, infatti, le foto che condivide e i suoi comportamenti lo fanno apparire come una persona reale. Frost è un computer generated influencer, un personaggio completamente virtuale generato tramite l’uso della grafica 3D dall’agenzia americana Influential, che ha realizzato il suo volto al computer e ha postato quotidianamente contenuti sul suo profilo instagram. Knox Frost è un personaggio virtuale realizzato per arrivare in maniera diretta e semplice alle nuove generazione e consigliare loro prodotti ed esperienze.

Profilo Ig Knox Frost, influecer virtuale Oms

 

L’Oms si affida a Knox Frost per sensibilizzare i giovani sul Covid-19

Anche se Frost è un personaggio virtuale, le sue azioni riescono ad avere un grande impatto per sensibilizzare la comunità sull’emergenza Covid-19. In questo periodo di difficoltà, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha deciso di promuovere un progetto originale per contrastare la diffusione del virus. Infatti, l’Oms ha stretto una partnership con Knox Frost (o per meglio dire con i suoi creatori) per raccogliere un maggior numero di donazioni e influenzare il comportamento dei giovani durante questa situazione di emergenza. La cosa straordinaria è che la partnership tra un’istituzione ed un influencer virtuale non si era mai vista finora, poiché questi personaggi si erano sempre limitati a pubblicizzare prodotti aziendali. I consigli di Frost servono in questo caso a indicare ai suoi giovani follower quali sono i comportamenti da mantenere per evitare il contagio e invita tutti a restare a casa. Per questo, ha iniziato a postare sul suo profilo messaggi legati alla nuova emergenza mondiale e la sua partnership con l’Oms:

“Facciamo vedere che anche i giovani stanno lottando (…) se non puoi donare, mostra questo post ai tuoi amici o alla tua famiglia.”

Nonostante Knox Frost non sia reale, l’impatto che sta avendo sul mondo in questo momento di bisogno è più autentico che mai. Una vera e propria chiamata all’azione con cui Frost ha voluto stimolare i suoi follower a donare al Fondo di solidarietà COVID-19 e a seguire le buone norme igieniche e di distanziamento per evitare il contagio del virus. Inoltre, ha creato una playlist per combattere la noia su Spotify.

Post Ig Knox Frost, influecer virtuale Oms

 

Il ruolo degli influencer virtuali durante l’emergenza Coronavirus

Anche se Frost è stato il primo influencer virtuale a collaborare con un’istituzione, c’è un altro personaggio virtuale che, prima di lui, ha voluto contribuire a sensibilizzare i propri follower attraverso contenuti solidali per contrastare l’emergenza Covid-19.

Lil Miquela

Pur essendo una delle ragazze più seguite su Instagram, con ben più di 2 milioni di follower, Miquela Sousa, o meglio conosciuta come Lil Miquela, è un influencer virtuale gestita dalla Brud, una startup di Los Angeles. Miquela ha pubblicizzato sul suo profilo campagne per Prada e Calvin Klein, ma in questo momento di difficoltà ha deciso di postare un messaggio solidale affermando di essere intrappolata in casa come tutti gli altri ma di restare positivi.

Profilo Ig Lilmiquela, influecer virtuale

 

Influencer virtuali: la nuova frontiera dell’influencer marketing

Chi sono in realtà gli influencer virtuali?

È ormai qualche anno che sentiamo parlare di virtual influencer, personaggi con caratteristiche umane che vengono generati al computer e sono potenzialmente efficaci nel campo dell’influencer marketing. Questi personaggi sono ambassador fedelissimi, che seguono in modo scrupoloso le indicazioni del brand che lo ingaggia, raccontando una realtà che è la stessa del suo target. Infatti, il vantaggio principale è proprio quello del controllo totale sul comportamento dell’influencer e sulla loro messaggistica. Per questo, sono sempre di più i marchi noti che vogliono stringere una partnership con questi personaggi e le agenzie che li creano.

Cosa rende efficaci gli influenzatori virtuali?

La qualità che rende i virtual influencer così efficaci è proprio il fatto di non essere percepiti come finti. Pubblicano contenuti e stories, entrano in rapporto con gli utenti e si comportano come dei veri e propri ragazzi appartenenti alla genZ, la generazione di ragazzi nati tra gli anni 90 e 2000. Ogni personaggio ha le sue caratteristiche e la sua personalità, in grado di creare engagement con i follower. Il piano editoriale social media di questi personaggi, è progettato a tavolino per far in modo che i followers riescano ad immedesimarsi e restare aggiornati sulla vita di questi influencer. Proprio come se gli utenti visitassero il profilo di un influencer “reale”.

Influencer virtuali: un vantaggio economico per le agenzie

Oltre al controllo totale che le aziende possono avere sui propri clienti, sono molti altri i vantaggi che stanno portando i brand a scegliere gli influencer virtuali per le loro sponsorizzazioni. Basta pensare ad un brand di alta moda e ai costi che dovrebbe sostenere per gli spostamenti di una persona reale, per l’invio degli indumenti o per gli alloggi. Con un influencer virtuale sparirebbero, l’unico costo da sostenere sarebbe quello della produzione grafica.

Detto ciò, difficilmente gli influencer virtuali prenderanno il posto di quelli reali, poiché emozioni e disinvoltura, caratteristiche tipiche delle persone reali, sono ancora lontani dall’essere perfettamente imitati. Nonostante ciò, il fenomeno è in crescita e sta cominciando ad interessare altri settori oltre a quello del marketing aziendale.

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